Sambuca Di Sicilia, un gioiellino nella Valle del Belice.

ITINERARIO DI UN GIORNO A SAMBUCA DI SICILIA

Per inaugurare la rubrica di #senontiperdinonsaicosatiperdi inizio da Sambuca, con una storia di  amabile “perdita” tra i sentieri, esplosione di colori e  ritrovamento di un senso di pace assoluto. Ho progettato questo itinerario da seguire in una calda domenica di Settembre con un paio di amici prevedendo una partenza dai dintorni di Palermo, puntando alla Riserva del fiume Belice. 

Una volta visitata la riserva ci siamo avventurati per strade e stradine apparentemente insignificanti, ci siamo ritrovati a costeggiare un enorme lago (ho scoperto poi che si trattava del Lago Arancio), nella mia testa già mi immaginavo dispersa in un paesaggio apocalittico e invece, siamo finiti a Sambuca.

Nominato Borgo dei Borghi nel 2016, ti accoglie sin da subito con le sue costruzioni in tufo ed inutile dirlo che le indicazioni precise per la  “splendid view” non erano scritte da nessuna parte ma ci sono state suggerite dalle persone super calorose che popolano questo borghetto.

Il Belvedere ci ha accolti maestoso regalandoci un paesaggio collinare, dove lo sguardo poteva arrivare fino ai territori di Giuliana, Caltabellotta e Chiusa Sclafani e nello sfondo i Monti Sicani, ma è addentrandoci per i vicoli che abbiamo scoperto scorci incredibili! Il centro storico di origine araba si mescola alle facciate barocche ed ai i palazzi dell’Ottocento; camminando abbiamo trovato tantissime raffigurazioni con scritte arabe (Sambuca fu fondata proprio dagli Arabi dandole il nome Zabuth) ed è proprio nel quartiere arabo che trovate i 7 vicoli saraceni (chiamati setti “vaneddi” in siciliano).

Passeggiando per le vie del borgo abbiamo ritrovato un modo di vivere rilassato, fatto di lunghi respiri a pieni polmoni, chiacchiere con gli abitanti del posto, sguardi con il naso all’insù ed assaggi di vini liquorosi dentro le case di tufo (consigliatissimi). Allargate le mani e lasciate che il vento scorra tra le vostre dita, godete del relax che il posto e le persone vi trasmettono. Stupitevi di fronte ai murales che sono un’esplosione di colori…

Io l’ho fatto ed è stato bellissimo!

Dietro queste porte dipinte c’è un progetto meraviglioso che si chiama “Di Porta in Porta” di cui ho parlato qui

Consiglio: Tirate su il nasino quando siete dinanzi il Palazzo Panitteri ed osservate, oltre allo stemma di famiglia, il mix perfetto di tardo Rinascimento e Barocco siciliano (ringhiere a petto d’oca ne sono un chiaro esempio).

Io vi dirò, siccome son curiosa come un gatto, ci sono entrata ed ho scovato una magnifica sorpresa: la Taberna Iter Vitis in cui è nato il progetto della Strada del Vino Terre Sicane.  La Taberna nasce per promuovere prodotti enogastronomici del territorio; è attrezzatissima, con enoteca e cucina, arredata con sedie coloratissime ed enormi tavoli di legno. È diventata il fulcro di iniziative e scambi non soltanto gastronomici ma anche turistici e culturali.

Il mio tuffo nella meraviglia si è concluso con gli interni della Chiesa del Purgatorio e con le sculture tessili dell’ex monastero di Santa Caterina…

Ad un certo punto ho pensato di acquistare una delle tante case in vendita a 1 euro (non è uno scherzo, dico davvero) ma poi i miei amici mi hanno tirata da un braccio dicendomi di smetterla 😊

Spero di avervi trasmesso lo stesso entusiasmo che ho provato quando ho passeggiato per queste viuzze, meravigliarsi è quello che ci rende vivi..

Fatelo sempre.

Ps: su questo angolo, con un proverbio siciliano dipinto sulla porta, ho scritto un post su instagram. C’è una bella storia dietro… ti lascio il link se vuoi vederlo:

Un bacio virtuale,

Ile 😘

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