Salina, Mon amour: un’isola che sa di pura poesia.

SPIAGGIA POLLARA EOLIE SALINA

Salina, pura poesia. L’isola delle Eolie che mi ha fatto innamorare.

Il primo contenuto di questo blog va a Salina, un’isola che si concede poco, ma quando lo fa, lo fa senza limiti e diventa subito poesia.

Da quando ho scelto di tornare a vivere in Sicilia è iniziato il viaggio alla scoperta delle terre più nascoste  di questa isola che, ahimè, non conoscevo abbastanza.

Viaggiare è la mia dipendenza. Nel viaggio di ritorno assaporo già la nuova meta. Ma è esplorando la Sicilia che ho capito cosa significhi perdersi e poi emozionarsi per essersi persi, ringraziare il cielo per aver sbagliato strada, quella strada che porta in luoghi “dove pasce il gregge del sole”.

Ed è a Salina che ho rifocillato il cuore, in un anno arido e scricchiolante avevo fame di cose semplici e sazianti da condividere con chi ama l’improvvisazione come me, Virginia.

Pianifichiamo un weekend corto, una sola notte (tanto ci basta per vederla tutta, pensiamo), e si trasforma in una delle più belle avventure di sempre.

Aliscafo di andata preso per un soffio  (la borsa la facciamo all’ ultimo dai, tanto ci portiamo due cose). Arriviamo a Santa Marina da scappate di casa, e non nel suo rivoluzionario e quasi romantico significato che i nostri nonni rivolgevano ai loro figli vedendoli in jeans strappati e t-shirt, ma nel suo senso coraggioso di chi ha il coraggio di buttarsi in qualcosa di sconosciuto abbandonandosi alla sorte.

Inizia tutto qui, con Virginia in sella ad un motorino troppo timido per due, e io su un taxi, guidato da Pippo, il più sorridente dei tassisti (e certo, facile a Salina, vallo a chiedere a quelli sul raccordo anulare)

Alle pendici di una salita rapidissima vediamo la nostra casa. La paura di un tradimento da parte del nostro cinquantino viene subito colmata da una vista mozzafiato.

Saliamo, a fatica ma saliamo. Ed eccolo lì, il quadro bicromatico più suggestivo di sempre. Il bianco delle colonne della nostra casa che nitido incornicia il blu del mare e del cielo all’orizzonte.

Iniziamo subito con il cavallo di battaglia di Salina (SBAM!), il tramonto a Pollara.

Ci ho pensato e sono sicura di non aver visto niente di più evocativo del calar del sole dal promontorio che porta a Pollara.

La strada verso Pollara, al tramonto : Tu chiamale se vuoi, EMOZIONI

Salina in realtà è teatro di uno spettacolo continuo a cui si assiste girando l’isola. Ovunque tu sia, troverai il mare che si incontra con il cielo e dietro di te una rigogliosa montagna a proteggerti, e tu puoi ridere, commuoverti e applaudire senza aver pagato il biglietto.

Salina ti fa rilassare.

Il caos non le appartiene, Salina è una donna raffinata che ti accoglie senza imporsi. Ti aspetta a colazione, all’aperitivo vista mare a Malfa, a cena (magari a base di pesce) offrendoti anche una dolce passeggiata per i vicoli la sera.

Un MUST di Salina, e delle Eolie in genere, è l’uscita in barca. Noi abbiamo visitato Stromboli e Panarea, ma tutte le opzioni meritano.

La cosa più emozionante della nostra giornata in barca è stata senza dubbio la Sciara di Stromboli ammirata in mezzo al mare. L’attesa dell’eruzione, e poi l’eruzione stessa, il rosso intenso del magma che esce e noi con ancora il sapore di sale sulla pelle, coccolate da un mare calmo.

Due però sono le cose che non troveranno giustizia in queste parole, ma che tu vedrai con i tuoi occhi perché non potrai resistere.

Il cielo stellato di Salina. No ragazzi non è un cielo qualsiasi quello, è un cielo sazio di stelle ammirato da un motorino spento all’improvviso, un po’ infreddolite e piacevolmente meravigliate come adolescenti, un cielo profumato di salsedine e libertà che ti fa venire voglia di stare sveglio tutta la notte e ricordare, ridere e sognare.

E se il cielo stellato ci ha accompagnate fino a casa per la buonanotte, il mare che faceva l’amore con il cielo ci ha risvegliate dolcemente al mattino. Alle 5:20 il sipario si è aperto di nuovo, gli attori protagonisti erano loro: il cielo, il mare e il sole sul teatro di Salina. Timido quest’ultimo si è fatto spazio tra gli altri due regalando a noi spettatrice un tripudio di colori e sensazioni che, come diceva Julia Roberts, era da “aggrovigliolarsi le budella”.

Dopo questo spettacolo, la mattina successiva, in sella al nostro pimpante motorino abbiamo girato Salina in lungo e largo, dalla spiaggia di Pollara al bar di Alfredo per l’insostituibile granita.

E per concludere c’è una perla a Salina per la quale abbiamo perso l’aliscafo di ritorno: la malvasia di Antonio e Salvatore Alizzi. Non è buona, è divina. Ne abbiamo portati via 3 litri, in bottiglie di vetro, in due in motorino, con tre borsoni… vi rispondo: si, ne vale la pena!

Allora, quando prenoti?

Se vuoi vedere il video del sole sorgere tra Stromboli e Panarea, guarda questo post su Instagram e scorri il carosello! CLICCA QUI

Condividi :

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi (o Guarda) gli altri post