Indice
ToggleUn olio che profuma di casa, di famiglia
Periodo di raccolta olive in Sicilia
Quando si raccolgono le olive in Sicilia? Questo racconto è trasportato dai miei ricordi d’infanzia: profumo di olio, pane caldo e un pizzico di spezie. Il mio abbraccio per quasi dieci anni lontana da casa.
E per fortuna il mio ricordo si riaccende ogni anno tra fine settembre e dicembre, con un picco maggiore tra ottobre e novembre, il periodo migliore per la raccolta delle olive in Sicilia.

In realtà poi dipende dalla zona, dall’altitudine e dalla cultivar (chi cerca un extravergine più verde e piccante anticipa, chi lo vuole più maturo aspetta). È un ritmo antico: si osserva il colore, si ascolta il fruscio delle foglie, si assaggia. Poi si parte. Ed è qui che inizia il mio viaggio tra profumi, gesti e ricordi che mi legano a questa tradizione.
Raccolta delle olive in Sicilia
Come la spieghi la Sicilia che ti scorre dentro? Come glielo racconti a qualcuno che certi profumi possono spalancare cassetti pieni di ricordi? Io ci provo così: con una fetta di pane e l’olio di casa. Il profumo dell’olio nuovo mi accompagna da quando sono bambina. Comprare l’olio? Impensabile. Ogni novembre arrivava quello di zio, imbottigliato nel piccolo borgo dell’Agrigentino, a Joppolo Giancaxio, all’Oleificio Russo Sant’Oliva. Bastava aprire il tappo per ritrovare la mia infanzia.

La raccolta, da noi, è una festa che non fa rumore. Si inizia presto, quando l’aria ha ancora un filo di fresco e gli ulivi sembrano respirare piano. C’è chi stende le reti, chi pettina le chiome con mani esperte, chi guida la scuotitrice con la pazienza di chi ha imparato osservando.
Novembre ha un suono e un profumo preciso all’oleificio. È la prova che le cose buone nascono da gesti ripetuti con cura: potare quando serve, aspettare quando conviene, raccogliere quando è il momento, senza fretta e senza ritardo. In Sicilia lo sappiamo: le cose hanno un tempo, e il tempo ha una musica. Quella degli ulivi ogni autunno ricomincia da capo.

E allora come la spieghi la raccolta delle olive in Sicilia? Trovare le parole è complesso, per cui vorrei che chiudessi gli occhi e immaginassi un forno caldo con il pane appena fatto dentro, una bottiglia di olio e il momento in cui lo verserai e lo assaggerai. Lascia che una fetta di pane diventi una mappa, che una bottiglia racconti l’inverno che sta per arrivare, che un “assaggia qui” valga più di mille discorsi. Io ci ho provato con queste righe, con la stessa semplicità con cui allungo il piatto a chi ho davanti.

La verità è che l’olio nuovo non è solo novembre: è un promemoria di chi siamo quando non ci vede nessuno. È la memoria nei polsi, nelle narici, nelle parole che non servono. È la certezza che certe cose, per fortuna, non cambiano mai. La Sicilia che mi scorre dentro sta tutta in questo gesto: mangiare una fetta di pane di casa con mia nonna, magari mentre impasto con lei il pane. Il resto sono dettagli, belli da raccontare ma secondari.
la raccolta delle olive, per me, non è soltanto una stagione: è una tradizione che nasce in un borgo dell’Agrigentino e prende forma nelle mani di uno zio giovane e appassionato, capace di un olio che, puntuale ogni anno, mi riporta a casa. Come la spieghi quindi la raccolta delle olive in Sicilia? Forse non la spieghi. La assaggi e la condividi.