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ToggleAlla scoperta di un mix esplosivo di barocco, lava e street life
Cosa vedere in Sicilia orientale in 7 giorni? Che sia estate o inverno, la parte est dell’isola è una meta talmente affascinante che ti consiglio di visitarla in qualunque momento dell’anno. Caratterizzata da uno spirito vulcanico, barocco e intenso, la Sicilia orientale è sempre il posto ideale per chi ama aggiungere al suo viaggio una dose di arte, natura e storia antica.
Anche in questo caso, però, come per le cose da vedere in Sicilia occidentale, esistono due tipi di “mood” diversi per visitare questo territorio al meglio.
C’è, ad esempio, chi desidera vedere la Sicilia orientale con calma, perdendosi in posti inediti e non convenzionali. E chi, invece, vuole concentrare ogni giorno disponibile in un’immersione totale dei luoghi più belli da visitare e delle tappe più amate dai viaggiatori.
Per questo motivo, ho pensato di proporvi sia un itinerario alternativo fatto di chicche ed esperienze speciali, che uno più classico per chi, invece, non vuole rinunciare ai “must-see” della parte est dell’isola. Tu quale itinerario scegli?
Sicilia orientale insolita: itinerario “più autentico”

Partiamo subito con i consigli per quei viaggiatori che desiderano scoprire la parte “più autentica”, e meno trafficata, della Sicilia orientale. Il mio intento è portarti fuori dalle rotte turistiche per raccontarti e farti vivere una Sicilia inedita, ricca di esperienze emozionanti che porterai per sempre nel cuore. Ecco quindi cosa vedere in Sicilia orientale attraverso il mio itinerario diverso dal solito!
Giorno 1: Arrivo Catania e immersione nella città

Se hai almeno un paio di giorni per vivere Catania con calma, ti consiglio di lasciarti guidare dalla curiosità e dall’atmosfera unica della città. Inizia con una visita a Palazzo Biscari: è un trionfo barocco che conquista al primo sguardo, con le sue sale sontuose e i dettagli spettacolari. Ti verrà voglia di restarci ore, credimi!
Poi dirigiti verso la Badia di Sant’Agata. Consiglio: salire fin sui suoi tetti al tramonto è una di quelle esperienze che ti restano addosso. La vista sulla città e sull’Etna è semplicemente magica. Non lontano da lì, il Teatro Massimo Bellini ti accoglierà con la sua eleganza raffinata: anche solo vederlo da fuori è un’emozione, ma se riesci ad entrare… preparati a restare senza parole.

Per una pausa tra natura e storia, c’è Villa Bellini: un angolo verde perfetto per rilassarsi. Da lì puoi incamminarti lungo via Crociferi, conosciuta anche come “la via delle chiese”. Ogni passo è una scoperta, tra facciate barocche e silenzi che raccontano secoli di storia.
Se ami l’archeologia, non puoi perdere il Teatro Romano: nascosto tra le case del centro storico, è una piccola meraviglia che ti riporta indietro nel tempo. E proprio lì vicino, il Monastero dei Benedettini ti aspetta con la sua imponenza e i suoi mille segreti: vale davvero la pena fare una visita guidata per scoprirne ogni angolo.
Infine, lasciati toccare dall’anima letteraria della città visitando la casa di Giovanni Verga, dove tutto parla del suo mondo e della sua Sicilia. E per concludere in bellezza, scendi sotto terra: Catania Sotterranea, con i suoi cunicoli e resti antichi, è un viaggio nel cuore nascosto della città. Meglio farlo con una guida, per non perdersi nulla e scoprire ogni storia sepolta sotto i tuoi piedi.
Se poi hai tempo, il mio consiglio è quello di vivere le esperienze proposte da Sicilying – da prenotare anche con il mio codice sconto affiliato TICIDEVOPORTARE -, tra street food tour o un corso di cucina, e ancora tra un tour guidato della città in segway o in e-bike.
Sul sito di @sicilying ti aspetta infatti un vero e proprio scrigno di meraviglie: più di 500 esperienze uniche, che spaziano dai sapori autentici della cucina siciliana alle emozioni forti dell’avventura, passando per momenti di puro relax e immersioni nell’arte e nella cultura dell’isola. Sono tutte diverse, tutte speciali e, per quanto mi riguarda, ognuna è stata un piccolo viaggio che mi ha lasciato qualcosa in più.
Giorno 2: Etna con guida e attività outdoor

Percorrendo all’incirca 16 km verso l’entroterra, scorgerai uno dei vulcani più alti e attivi d’Europa: l’Etna. Con i suoi oltre 3.300 metri, l’Etna offre escursioni in jeep, trekking sui crateri, gite in funivia e viste lunari. D’inverno è anche una meta per sciare con vista mare.
Durante il tuo viaggio alternativo concediti una tappa da queste parti. Potresti visitare l’Etna anche da solo, ma il mio consiglio è farlo con guida turistica specializzata, come Massimo Flaccavento di Ashara.it. Con lui potresti vivere infatti tante esperienze uniche e indimenticabili, come l’arrampicata sul vulcano.
Consigli utili per l’escursione sull’Etna
- Portare giacca antivento anche d’estate: il clima in quota è molto più fresco.
- Indossare scarpe comode o da trekking.
- Prenotare tour guidati con anticipo.
- Indossare Occhiali da sole, crema solare e acqua.
- Verificare le condizioni meteo prima della partenza.
In alternativa alle escursioni naturalistiche, puoi dirigerti verso l’entroterra della zona etnea, celebre per i suoi vini vulcanici e borghi pittoreschi. Località come Zafferana Etnea, Nicolosi e Randazzo offrono un viaggio tra antiche tradizioni, degustazioni enogastronomiche e suggestive passeggiate tra vicoli in pietra lavica, chiese barocche e paesaggi coltivati a vite e noccioleti.
Giorno 3: Siracusa (oltre Ortigia) + snorkeling al Plemmirio

Il terzo giorno è un viaggio nel tempo e nei colori. Al mattino si parte verso Siracusa, rispondendo al richiamo di Ortigia, che incanta sempre. Ci si perde tra i suoi vicoli affacciati sul mare, si assapora un pranzo lento dove i sapori locali si fondono con l’aria salmastra e la luce che danza sulle facciate antiche.
Con una mappa personale in mano, accompagnata da un video che fa da bussola emotiva, scopri i dettagli nascosti dietro a ogni angolo, come il suggestivo vicolo degli @artisti_spirduti.
Nel primo pomeriggio, le acque trasparenti del Plemmirio diventano palcoscenico di meraviglia. Un tuffo con maschera e boccaglio per scoprire i fondali brulicanti di vita, oppure una gita in barca, lasciandosi cullare dalle onde e accarezzare dal sole in un’escursione lenta, quasi meditativa.

Se non si va al mare ma si preferisce l’esplorazione della città, quando la luce si fa più morbida, è il momento perfetto per immergersi nella grandiosità del Parco Archeologico della Neapolis. Il Teatro Greco, sospeso tra mito e cielo, l’enigma dell’Orecchio di Dionisio e l’imponenza dell’Altare di Ierone accolgono con un silenzio che parla. È come toccare la storia con mano, mentre il giorno volge al termine.
Per cena, lasciati coccolare da Siculish: non è un ristorante, non è una pizzeria, è un luogo di ritrovo per persone straordinarie, menti aperte e cuori liberi. Un luogo in cui la cucina pop incanta e il cuore illuminato, all’ingresso, racconta una storia fatta di nostalgia, di mancate partenze, di valigie di sogni. Chiedi di Giulia e Peppe e fatti raccontare la storia: giuro, ti emozionerai.

Giorno 4: Vendicari
Il quarto giorno comincia con il respiro lento della natura. La destinazione è la Riserva Naturale di Vendicari, un angolo di Sicilia che sembra sospeso nel tempo. Qui puoi scegliere il tuo sentiero, lasciandoti guidare dall’istinto: che sia l’itinerario della Tonnara, quello che attraversa la Cittadella o quello che conduce fino alla Torre Sveva, ogni passo è un invito a rallentare.

Si cammina tra ginepri, salicornie e profumi salmastri, con gli occhi che si allenano a cogliere i dettagli: fenicotteri rosa che si muovono lenti, aironi immobili tra le canne, e il mare sempre lì, a pochi passi, pronto ad accoglierti per una sosta rinfrescante.
Quando arriva la sera, il consiglio è quello di abbandonare la costa per rifugiarsi nella quiete dell’entroterra. Una notte nei dintorni di Noto o in una masseria tra gli ulivi e i muretti a secco ha qualcosa di profondamente rigenerante. Il silenzio è pieno di stelle, l’aria profuma di campagna e il cuore, piano piano, ricomincia a battere al ritmo giusto.
Giorno 5: Val di Noto – Noto, Ispica e Ragusa

Il quinto giorno è dedicato a Noto, la regina del barocco siciliano, un luogo che incanta fin dal primo passo tra le sue vie dorate. La giornata inizia con un’immersione nell’eleganza nobiliare con la visita a Palazzo Nicolaci che ti accoglie con i suoi celebri balconi decorati, affacciati su una delle strade più iconiche della città. Per ammirare Noto da una prospettiva inedita, sali sui tetti della Chiesa di San Carlo: da lassù, la città sembra un presepe dorato, incastonato tra cielo e pietra.

Prosegui poi il tuo giro passando per la Porta Reale, attraversa la Chiesa di San Francesco, sali se vuoi anche sulla terrazza della Chiesa di Santa Chiara (anche se, a mio parere, quella di San Carlo resta imbattibile), e lasciati conquistare dalla bellezza di Palazzo Ducezio e della maestosa Cattedrale di Noto. Camminando lungo via Vittorio Emanuele III ti imbatti in gioielli come la Chiesa di San Domenico, la Chiesa del SS. Salvatore e il piccolo Teatro Tina di Lorenzo, che racchiude l’anima culturale della città.
Nel pomeriggio, si riparte alla volta di Ispica, dove il paesaggio si fa più selvaggio e antico. Cominciate con il sentiero barocco volto alla scoperta di chiese come quella di Santa Maria Maggiore, San Bartolomeo e Santa Annunziata per poi finire con una visita alle Cave!
Qui ti aspettano resti archeologici, grotte scavate nella roccia e il bellissimo loggiato del Sinatra, che incornicia la piazza con la grazia di un ricamo in pietra.

Quando cala la sera, si approda nella poesia di Ragusa Ibla per passarvi la notte. Le luci calde, i balconi fioriti, i vicoli stretti che si aprono su scorci inaspettati: è il posto perfetto per concludere la giornata. Per una cena speciale, puoi scegliere tra diversi posti tipici che ti racconto qui, come da That’s a moro, Salumeria Barocco, Risiu ricotta bar, Caffetteria Bianco Mangiare e Cantenuera arancini. Infine, trascorri una notte nel cuore del borgo, tra silenzi antichi e sogni pieni di bellezza.
Giorno 6: Ragusa Ibla, Scicli e Modica

Il sesto giorno è un omaggio alla Sicilia più autentica, a quel barocco che non si limita a decorare, ma racconta. La mattina inizia con la magia di Ragusa Ibla, borgo che si srotola su una collina come un ricamo di pietra, tra vicoli stretti, casette adagiate le une sulle altre, e cupole che sbucano all’improvviso come pennellate vivaci in una cartolina d’altri tempi.
Camminando tra le sue stradine sinuose, basta alzare lo sguardo per perdersi tra i balconi panciuti, riccamente scolpiti, e le architetture che fanno vibrare il cuore. Siamo dentro un Patrimonio UNESCO, e ogni angolo ha qualcosa da sussurrare.
Tra le esperienze da non perdere c’è la visita guidata a Palazzo Arezzo di Trifletti, dove si passeggia tra saloni signorili e ci si affaccia su un balcone che regala la vista più bella sul Duomo di San Giorgio.
All’interno, le storie prendono vita: quelle dei carrettieri, raccontate con passione da @cinabrocarrettieri, e quelle un po’ più ironiche che emergono tra i velluti del Circolo di conversazione, dove un tempo si giocava a poker e si intrecciavano segreti e pettegolezzi — perfino il Dottor Pasquano della serie di Montalbano ne sarebbe stato un habitué!
Poi, un tuffo nella meraviglia raccolta del piccolo Teatro di Donnafugata, dove ogni poltroncina rossa sembra custodire una storia. Si continua con la scalinata dei Trecento Scalini e una passeggiata rigenerante nei silenziosi e curati Giardini Iblei, dove il tempo sembra davvero rallentare.
Sconsiglio sempre di visitare due città in uno stesso giorno, già uno non è bastevole per immergersi in questi luoghi e carpirne l’essenza. Per cui, se non soggiorni a Ragusa Ibla e scegli magari Scicli, altra perla barocca, fermati al municipio che ti sembrerà molto familiare: è proprio quello della serie Montalbano.
Le chiese antiche, le facciate dorate, il profumo del pane appena sfornato che esce dalle botteghe: tutto in questa cittadina avvolge, scalda, emoziona. E nel cuore di questa scenografia perfetta si trova @borgohedone, una dimora che domina dall’alto, abbracciando la città con eleganza. L’accoglienza è speciale, di quelle che ti fanno sentire in famiglia.

Altra opzione per questo sesto giorno: Modica, la città del cioccolato, dove l’aria profuma di dolcezza e storia. Una visita al Museo del Cioccolato Bonajuto è d’obbligo: qui, il cioccolato è sacro, definito non a caso il cibo degli dei.
E mentre degustate, vi consiglio di perdervi ancora un po’ per le vie della città: dal Duomo di San Giorgio alla Casa Natale di Salvatore Quasimodo, dal Duomo di San Pietro Apostolo al Pizzo Belvedere, fino al Castello dei Conti — ogni angolo è una poesia in pietra, spesso accompagnata da fiori di bouganville che rendono tutto ancora più vibrante.

La sera si conclude con una scelta: pernottare nella romantica Modica o rientrare a Catania, lasciando che gli ultimi chilometri scorrono lentamente, tra pensieri pieni di bellezza e la consapevolezza di aver vissuto un pezzo d’anima siciliana.
Giorno 7 – Opzionale: Nord-est o relax a Catania

Il settimo giorno è quello della scelta, della chiusura lenta o dell’ultima fuga. È il momento in cui decidere se immergerti ancora tra le bellezze di Catania, oppure allungare il passo verso nuovi orizzonti.
Se scegli di restare, Catania ti accoglie sempre con grazia: è il giorno ideale per fare gli ultimi acquisti, concederti un aperitivo tra le piazze del centro storico, magari lasciandoti rapire da un ultimo scorcio del barocco catanese o dal profumo intenso delle pasticcerie. In alternativa alla città, puoi allungarti fino ad Aci Castello e Aci Trezza, piccoli gioielli a pochi minuti da Catania, dove il mare abbraccia gli scogli e la mitologia incontra la realtà. È un modo perfetto per salutare la costa, con lo sguardo che si perde tra i faraglioni e l’Etna che osserva in lontananza.
La tua prossima tappa potrebbe essere Letojanni, incantevole borgo marinaro affacciato sulle acque cristalline del Messinese. Ma no, non è ancora tempo di stendersi al sole. Il mio invito, anche stavolta, è a concederti un’ultima scarica di adrenalina: scegli un’esperienza fuori dal comune con Sicily4Elements. Che sia un volo in parapendio tra cielo e mare, o una sessione di SUP cullato dalle onde, sarà un addio alla Sicilia difficile da dimenticare.
Qualunque direzione tu decida di prendere alla fine del viaggio, porterai con te l’eco di ciò che hai attraversato: emozioni senza confini, il calore della pietra antica, il respiro del mare, incontri che parlano e silenzi che raccontano. E il cuore, un po’ più ricco di bellezza.
Prima volta in Sicilia orientale? Itinerario dei “must-see”

Eccoci anche con l’itinerario pensato per chi visita la Sicilia orientale per la prima volta e magari vuole concentrare tutti i suoi giorni in un viaggio immersivo senza perdere i “must-see” più amati. Preparati quindi a correre da un luogo all’altro, provando ogni tanto anche a soffermarti sulle bellezze di questi posti unici al mondo e delle sensazioni che ti resteranno nel cuore, per sempre. Si parte!
Giorno 1: Catania, guida spassionata per chi ha fame di bellezza (e di arancinO)

Benvenuto a Catania, città nera di pietra lavica che pulsa di energia. Fondata nel 729 a.C. dai greci calcidesi di Naxos, Catania è una città dove mito, storia e natura convivono in un connubio unico.
Ecco quindi cosa vedere assolutamente se vuoi respirare l’anima di questa città vulcanica (spoiler: ti resterà addosso). Puoi iniziare il tuo viaggio con un giro nel cuore della città. Porta Uzeda infatti ti dà il benvenuto come un’antica sentinella di pietra nera e bianca. Da qui si entra nel salotto buono della città.
Poco più in là, eccolo: “U Liotru“, l’elefante di pietra lavica, simbolo di Catania e della sua testardaggine epica. È al centro di Piazza Duomo, e lì vicino svetta la maestosa Cattedrale di Sant’Agata, vera regina della scena.
Fai due passi verso il mare e tuffati nel caos meraviglioso della Pescheria, il mercato storico dove voci, pesce fresco e profumi ti rimettono al mondo. Qui prendi un coppo di pesce fritto e assaggia il Seltz (limone e sale, forte forte…). Oppure assaggia un ArancinO, che solo per questo articolo mi sforzerò di scrivere con la o…
Prosegui poi per Via Etnea, il corso elegante che taglia la città da nord a sud, perfetto per passeggiare, fare acquisti o assaggiare le specialità.
Ma per chi ama le sorprese, infilati in Via San Michele: una galleria a cielo aperto di street art colorata e tagliente.
E poi il distretto di San Berillo: un quartiere che rinasce a colpi di murales e progetti sociali, con una storia incredibile, fatta di marginalità, resistenza e cultura alternativa. Cercala: ti commuove e ti fa pensare.
Infine, tappa culturale al Castello Ursino, fortezza sveva piena di mostre e silenzi potenti.
Giorno 2: Siracusa e Ortigia

A circa un’ora di auto da Catania (68 km), Siracusa è una tappa imperdibile per chi desidera immergersi nella storia e nella bellezza del sud-est siciliano. L’antica polis greca, fondata nel 734 a.C. dai coloni corinzi, è un autentico museo a cielo aperto, dove ogni pietra racconta secoli di civiltà.
Una prima tappa imprescindibile è il Parco Archeologico della Neapolis, uno dei siti più importanti del Mediterraneo: qui puoi ammirare il Teatro Greco, ancora oggi utilizzato per rappresentazioni classiche, l’impressionante Orecchio di Dionisio – grotta artificiale avvolta da leggende – e il suggestivo Altare di Ierone II.

Proseguendo verso il cuore pulsante della città, si giunge sull’isola di Ortigia, collegata alla terraferma da due ponti. Ortigia incanta con il suo intricato dedalo di vicoli barocchi e scorci sul mare. Il Duomo, costruito sul tempio di Atena e trasformato in chiesa cristiana, è un simbolo perfetto della stratificazione culturale della città.
Poco distante, la Fonte Aretusa offre una vista poetica con i suoi papiri che crescono spontaneamente a pochi metri dal mare, legata al mito greco di Aretusa e Alfeo. Il maestoso Castello Maniace, costruito da Federico II di Svevia, domina l’estremità dell’isola con la sua imponente struttura a picco sul mare.
Giorno 3: Noto e Val di Noto

A soli 40 minuti di strada da Siracusa (circa 40 km), si arriva a Noto, capitale indiscussa del barocco siciliano. Inserita nel patrimonio mondiale dell’UNESCO, questa città è un esempio straordinario di ricostruzione urbana post-sismica. Fu infatti completamente riedificata dopo il devastante terremoto del 1693, che rase al suolo la Noto antica (oggi “Noto Antica”, visitabile come sito archeologico).
Noto fu riprogettata secondo una visione urbanistica armoniosa, ordinata e scenografica, che fonde perfettamente estetica e funzionalità. Passeggiando lungo il Corso Vittorio Emanuele, arteria principale della città, ti accoglie una sinfonia di pietra color miele che, al tramonto, si accende di riflessi dorati.
Qui si affacciano alcuni dei monumenti più emblematici: la Cattedrale di San Nicolò, con la sua maestosa scalinata e la facciata neoclassica in stile tardo-barocco, il Palazzo Ducezio – oggi sede del municipio – e la Chiesa di San Carlo al Corso, da cui è possibile salire sul campanile per una vista spettacolare sull’intero centro storico.
La ricchezza di dettagli architettonici – balconi con mensole scolpite, putti, mascheroni, volute e colonne tortili – rende ogni edificio un’opera d’arte a sé stante. Il Teatro Comunale, elegante bomboniera ottocentesca, e la Porta Reale, che segna l’ingresso monumentale in città, completano un itinerario che si snoda tra arte e meraviglia.
Oltre al patrimonio artistico, Noto offre anche esperienze enogastronomiche di primo livello: la mandorla di Noto, i cannoli, i gelati alle essenze di agrumi locali e i vini del territorio – come il Nero d’Avola e il Moscato di Noto – fanno da perfetto accompagnamento alla visita.
Giorno 4: Giornata ai faraglioni di Ciriga

Se stai pensando che la prossima tappa dei “must see” debba essere la solita Marzamemi – pittoresca, sì, ma ormai preda del turismo estivo – fermati un attimo. Oggi voglio portarti in un luogo diverso, più intimo, più autentico: i Faraglioni di Ciriga.
Immagina una costa scolpita dal tempo, dove due maestosi faraglioni calcarei emergono dalle acque turchesi come sentinelle silenziose. Sono il cuore di questo piccolo paradiso selvaggio, una gemma nascosta incastonata nel sud della Sicilia. Intorno a te, una costellazione di spiaggette e calette dorate, lambite da un mare talmente limpido da sembrare irreale. Qui l’acqua accarezza la sabbia con la delicatezza di un sussurro. E ogni angolo invita a stendersi, esplorare, lasciarsi andare.
La leggenda (o forse la geologia) narra che i faraglioni si siano staccati dalla costa dopo secoli di erosione: due giganti solitari a pochi passi dalla riva. Non serve altro per sentirsi lontani dal mondo.
E non finisce qui. Proseguendo verso est, troverai la Baia di Porto Ulisse, una tranquilla insenatura sabbiosa incorniciata dal promontorio roccioso di Punta Castellazzo.
Una giornata tra Ciriga e Porto Ulisse è un viaggio tra natura, silenzio e meraviglia. Non troverai venditori ambulanti o ombrelloni in fila, solo il suono del mare e il richiamo irresistibile dell’avventura.
Giorno 5: Scicli, Modica o Ragusa Ibla

Al quinto giorno concediti un momento e lasciati guidare dall’istinto: quale città barocca sarà la prossima tappa del tuo viaggio tra i “must-see” della Sicilia orientale: Scicli, Modica o Ragusa Ibla? Tre perle incastonate nel cuore del Val di Noto, ognuna con la propria anima e meraviglie da svelare con calma, senza fretta.
Se scegli Modica, scoprirai un’affascinante città incastonata tra le colline del ragusano, perfetta per chi ama l’arte, la fotografia e le dolcezze della tradizione. Perditi tra le meraviglie architettoniche come il maestoso Duomo di San Giorgio e la suggestiva Chiesa di Santa Maria di Betlem, passeggia lungo Corso Regina Margherita e lasciati incantare dai panorami mozzafiato del Belvedere Principe di Piemonte.
Esplora la storia e la cultura visitando la casa natale di Salvatore Quasimodo e la Chiesa di San Domenico. Non dimenticare di concederti una pausa di gusto con le eccellenze del cioccolato modicano: da Sabadì all’Antica Dolceria Bonajuto fino al Museo del Cioccolato. Modica ti conquisterà con il suo mix perfetto di bellezza, poesia e sapori autentici.
Se invece opti per Scicli, resterai senza dubbio folgorato dalla sua eleganza intima. Questo gioiello barocco della Val di Noto si svela in un itinerario che parte da Via Francesco Mormino Penna, dove si susseguono meraviglie come Palazzo Beneventano, il Municipio (resa celebre dalla fiction di Montalbano), la Chiesa di San Giovanni Evangelista, e palazzi storici come Spadaro e Bonelli Patanè, fino alla suggestiva Farmacia Cartia.

Proseguendo verso zone più appartate, si incontrano la Chiesa di San Michele Arcangelo e quella di San Bartolomeo, da cui si sale verso il Colle di San Matteo e l’omonima chiesa sconsacrata, simbolo della città. Un percorso che unisce arte, fede e paesaggio, raccontando l’anima autentica di Scicli.
Sempre nel cuore del Val di Noto puoi imbatterti anche nella mia amata Ragusa Ibla, borgo sospeso tra storia e poesia, perfetto da scoprire attraverso tre possibili percorsi da me realizzati.
Nel primo itinerario, lasciati guidare dalla scenografica salita verso il Duomo di San Giorgio, per poi proseguire lungo Via Solarino fino alla pittoresca Piazza della Repubblica, dominata dalla suggestiva Chiesa delle Anime del Purgatorio.
Ammira il fascino del Palazzo Cosentini e lasciati sorprendere dalla bellezza della Chiesa di Santa Maria dell’Itria e del Palazzo della Cancelleria, risalendo la caratteristica Salita Commendatore, prima di concludere a Santa Maria delle Scale, punto panoramico per eccellenza.
Il secondo percorso ti conduce tra atmosfere più intime e giardini profumati: dal medievale Portale di San Giorgio fino al verde del Giardino Ibleo, dove sorgono la Chiesa di San Vincenzo Ferreri e quella di San Giuseppe. Lungo Via Orfanotrofio, scopri la maestria della tradizione artigianale nella bottega Cinabro Carrettieri, per poi passeggiare su Corso XXV Aprile tra il prestigioso Palazzo Arezzo di Trifiletti, il suggestivo Teatro Donnafugata e il raffinato Circolo di Conversazione, prima di tornare al cuore pulsante del quartiere: il Duomo.
Infine, il terzo itinerario si apre di nuovo da Santa Maria delle Scale, collegamento tra Ibla e Ragusa superiore, per poi raggiungere l’eleganza ottocentesca di Palazzo Bertini e Palazzo Zacco, proseguendo verso la monumentale Cattedrale di San Giovanni Battista in Piazza San Giovanni. Il percorso si chiude con il raffinato Palazzo Vescovile Schininà, simbolo del potere ecclesiastico, incorniciato da Via Roma, arteria nobile della città.
Giorno 6: Passeggiata in autonomia sui Crateri Silvestri (Etna)

Se nell’itinerario “più autentico” ti consigliavo di addentrarti sull’Etna in compagnia di una guida certificata per vivere esperienze outdoor fuori dal comune, nel percorso con i “must-see” ti consiglio invece di organizzare una passeggiata in autonomia del Vulcano.
Ma attenzione, senza guida è possibile raggiungere solo alcune aree fino a 2.500 metri. Tra queste ci sono i suggestivi Crateri Silvestri e diversi sentieri panoramici, perfetti per scoprire il volto selvaggio del vulcano. Oltre i 2.700 metri circa, invece, l’avventura richiede la guida esperta di vulcanologi autorizzati.
I Crateri Silvestri si trovano a circa 2.000 metri di altitudine, dunque sono facilmente accessibili e percorribili a piedi. Sono inoltre ideali per un’escursione breve ma spettacolare, dato che regalano una vista affascinante del paesaggio lunare dell’Etna.

Prima di intraprendere un’escursione autonoma sull’Etna, è fondamentale controllare le previsioni meteo e verificare eventuali allerte o chiusure del Parco. È consigliato indossare scarpe da trekking robuste e vestirsi a strati, poiché il clima può variare rapidamente. Bisogna portare con sé acqua e provviste sufficienti, soprattutto per i percorsi più lunghi, e seguire esclusivamente i sentieri segnalati, evitando deviazioni non autorizzate.
Per chi punta ai crateri sommitali, è preferibile affidarsi a guide vulcanologiche esperte, che offrono anche spiegazioni approfondite sul vulcano. Inoltre, è utile avere con sé una mappa del Parco, una bussola o un GPS, soprattutto lungo itinerari meno frequentati, e dotarsi dell’attrezzatura adeguata (come casco e torcia) nel caso si vogliano esplorare le suggestive grotte di scorrimento lavico.
Giorno 7: Rientro in aeroporto

Ed eccoci arrivati al capolinea di questa splendida avventura piena di “must-see” da portare sempre nel cuore. Dopo aver attraversato gioielli barocchi come Catania, Siracusa, Noto, Scicli, Modica e Ragusa, ci siamo spinti fino ai paesaggi spettacolari dell’Etna, dove il tempo sembra sospendersi sopra le nuvole.
L’ultima colazione è un rituale: brioche calda e granita fresca, il modo perfetto per imprimere nel palato – e nella memoria – i sapori autentici della Sicilia orientale.
Poi, con gli occhi pieni di bellezza e il cuore un po’ più leggero, si rientra verso l’aeroporto di Catania. In soli 7 giorni avrai percorso circa 335 chilometri, ma vissuto un viaggio denso di emozioni, panorami mozzafiato, pietre antiche e sapori indimenticabili.
È il momento di tornare, ma non di dimenticare. La Sicilia ti resterà addosso come il profumo di zagara al tramonto.